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13 gen 2026 · preghiera

Accogliere la parola di Dio come parola viva

Buon inizio di giornata. Che il Signore ci aiuti a seguirlo in quello che ci chiama a fare, ad andargli dietro. Se lo seguiamo, anche senza accorgercene, ci renderà pescatori di uomini, sue braccia in questo mondo e in tanti cuori che ne hanno molto bisogno.

Per farlo, per lavorare davvero per il Signore, c’è un’antifona che la liturgia di oggi offre prima del Vangelo, ed è un invito prezioso: accogliete la parola di Dio non come parola di uomini, ma qual è veramente, come parola di Dio.

Prendere sul serio la parola di Dio vuol dire riconoscere che non è fatta di tante parole al vento, come quelle che magari ti posso dire io o un’altra persona. È parola vera, parola viva, che ci edifica e ci aiuta ad andare avanti con costanza e motivazione, senza bisogno che sia qualcun altro a spingerci. Abbiamo bisogno soprattutto del Signore.

Un insegnamento che scuote i cuori

Accogliere bene questa parola ci introduce anche al Vangelo di oggi, quello di Marco, che comincia con Gesù che entra nella sinagoga per insegnare. Si mette a spiegare le cose con una certa autorità, e questo insegnamento scuote i cuori delle persone, al punto da far emergere in alcuni di loro l’azione del maligno.

Quanto è potente l’insegnamento di Gesù, la parola di Dio! Quanto bene può fare, anche solo ascoltarla e meditarla in silenzio. Sarebbe bello che questo entrare di Gesù nella sinagoga accadesse sempre: che Gesù entrasse, oltre che nelle chiese, nei nostri cuori, proprio attraverso la meditazione della sua parola, e che questa ci aiuti a pregare attraverso di essa.

Dare tempo alla parola di Dio

Proprio l’altro giorno mi ha colpito un’intenzione di preghiera del Papa: per tutto questo mese chiede di pregare perché si possa pregare di più attraverso la parola di Dio, cioè darle tempo, tempo per ascoltarla.

Non dimentichiamolo mai: la preghiera non è fatta solo dalle cose che diciamo noi. Possiamo dire al Signore tante cose belle, ma ci vuole anche il tempo in cui ascoltare un po’ quello che dice lui. Sarebbe bello che la grazia della domenica appena trascorsa continuasse, che quella parola ricevuta da Dio attraverso Gesù, soprattutto nel battesimo, restasse viva: questi è il figlio mio amato, in lui ho posto il mio compiacimento.

Ricordarla spesso è il segreto della vita spirituale: non dimenticare che Dio ci vuole bene. Ce ne vuole sempre, anche quando prendiamo strade storte, anche se ne abbiamo combinate di tutti i colori. La sua mano è sempre tesa, pronta ad afferrare la nostra, se solo gliela avviciniamo. Basta un piccolo passo, ma è importante farlo.

Verificare cosa agisce nel cuore

La parola di Dio va meditata, ma bisogna anche imparare a verificare cosa succede nel tuo cuore quando preghi con essa. Molte volte, magari non subito ma dopo un po’, ti accorgi che agisce: ti dà pace, ti scuote in certi momenti, ti spinge a riflettere, ti aiuta a darti una regolata. Fa emergere, insomma, come il Signore agisce nel nostro cuore.

Quando trovi queste cose belle, ricordale: ti aiuteranno nei momenti in cui, magari, non sentirai più niente. Ricorda che il Signore è sempre presente, c’è sempre, è sempre con noi. Si è fatto piccolo, piccolo, piccolo proprio per restare sempre unito a noi.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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