Vai al contenuto
21 gen 2026 · preghiera

Davide e Golia: le cinque pietre per la buona battaglia

Ringraziamo il Signore per un nuovo giorno che ci dà, un giorno che, piano piano, ci avvicina all’incontro ultimo con lui. Per prepararci a questo incontro siamo sempre in cammino, e in questo cammino dobbiamo affrontare piccole e a volte grandi battaglie contro la forza del male che è presente nel mondo, contro l’odio che c’è in tanti cuori e che tende a toglierci la fiducia nel Signore.

Il brano della Scrittura di oggi racconta la lotta tra il piccolo Davide e il grande Golia: piccolo e grande solo nell’aspetto esteriore, perché nella forza interiore le parti si invertono. Golia, guardando Davide avvicinarsi, lo disprezza: “Sono forse io un cane, perché tu venga a me con un bastone?” È un po’ quello che fanno le forze del male con ciascuno di noi, quando ci vedono affrontarle con le nostre armi. Quel bastone, per me, è come la nostra fede: il mezzo che il Signore ci ha dato per camminare nei sentieri difficili. E quel gigante viene sconfitto da Davide con mezzi apparentemente innocui: una fionda e dei sassi.

In questo ci aiuta tanto quello che la Madonna insegna sull’arte della battaglia e dell’amore: cinque pietre, cinque armi per affrontare la buona battaglia.

La prima è la vita di preghiera: una preghiera fatta col cuore, con sincerità, ma soprattutto con fiducia, come se fosse il Signore stesso a pregare attraverso di noi. Quando preghi, ricorda che lo Spirito Santo vive in te, dal battesimo, e rende presente il Signore nella tua vita e in quella degli altri. Se coltivi bene la vita di preghiera, permetti al Signore di usare la tua vita per intercedere per il mondo.

La seconda pietra è la Santa Eucaristia: per camminare nella fede abbiamo bisogno di nutrirci bene, con fede, del corpo del Signore. “Chi mangia di me vivrà per me”, dice la Scrittura.

La terza è la Bibbia, la Sacra Scrittura, parola ispirata da Dio che ci aiuta a difenderci dagli attacchi del maligno, a commettere meno errori e a lottare nella vita spirituale.

La quarta è il digiuno: la rinuncia a tante cose superflue che il mondo ci offre ma che non ci aiutano davvero, e che invece fanno spazio al Signore.

La quinta pietra è il Santo Rosario, meditare la vita di Gesù insieme a Maria.

Con questi cinque sassi semplici, che il mondo di oggi deride – non c’è quasi nessuno che prega, e chi parla di fede viene preso per matto – Davide vince una battaglia che tutti davano per persa. Il potere del mondo è forte, come Golia, ma le armi spirituali che ci dà il Signore sono ancora più forti.

C’è un’altra parola della Scrittura di questi giorni che ci insegna una cosa importante: nella vita con Dio, la cosa che conta è obbedire. “L’obbedienza vale più del sacrificio”, non nel senso di obbedire ciecamente a qualunque cosa ci venga detta di fare, ma come un ascolto attento, come se avessimo il Signore davanti, un ascolto che poi porta all’azione, a fare quello che lui ci ispira. È il ritmo della contemplazione: una parte di ascolto, e una parte di azione.

E c’è ancora una cosa che la storia di Davide e Golia ci insegna: la differenza tra come il Signore vede le cose e come le guardiamo noi. Il Signore non guarda l’apparenza, ma il cuore. Non fermarti troppo, anzi il meno possibile, all’esteriorità delle cose e delle persone: il Signore guarda molto più in profondità, e lo fa anche con te, con la tua vita, con quello che stai vivendo adesso. Sa cosa provi nel cuore, sa cosa lo alimenta, sa di cosa hai più bisogno.

Il Signore guarda soprattutto le intenzioni con cui facciamo le cose. Possiamo fare tante cose belle, anche molti sacrifici, ma senza cuore: cose esteriori che, invece di avvicinarci a lui, rischiano di allontanarci un poco. Preghiamo perché il Signore ci dia sempre tanta forza, robustisca la nostra vita spirituale e ci renda capaci di affrontare con coraggio e fiducia le battaglie che tutti abbiamo, imparando anche, dove è possibile, ad aiutarci gli uni gli altri.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

← Tutte le riflessioni