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22 gen 2026 · preghiera

Fare spazio al Signore in mezzo alla frenesia del quotidiano

Anche se oggi il tempo non è dei migliori, vale la pena approfittare di questa camminata per pregare insieme, brevemente, e affrontare la giornata con l’aiuto e la grazia di Dio: facendo tutto nella pace e nella calma, senza affannarsi in troppe cose, magari cose che non sono nemmeno così necessarie.

In questi giorni mi ha colpito un passo del libro del Siracide, che ci ammonisce proprio su questo: non lanciarsi a fare troppe cose contemporaneamente, perché la fretta ci espone facilmente all’errore. E oggi viviamo in un tempo che ci chiede di fare sempre più cose insieme.

Qual è la colpa più grande in cui rischiamo di cadere quando ci carichiamo di troppe cose, al di là delle forze che il Signore ci dà? Trascurare il Signore stesso. San Giovanni Paolo II diceva che chi lavora nella vigna del Signore, anche facendo cose belle, rischia seriamente di fare tante cose per il Signore dimenticandosi del Signore.

Ci aiuta anche il Vangelo di oggi, dove Gesù, pressato dalla folla che vuole toccarlo, chiede una barca per scostarsi da terra e non essere schiacciato. Anche noi, con le tante cose che facciamo, rischiamo di schiacciare la sua presenza. Dobbiamo riservare al Signore e alla preghiera uno spazio adatto al nostro stato di vita, un luogo un po’ isolato dal rumore del mondo.

Un’altra conseguenza di questo mancato spazio al Signore la vediamo nella prima lettura di oggi, nella vicenda del re Saul. Saul era stato scelto da Dio, ma a un certo punto disobbedisce, non guarda più in faccia il Signore, non lo ascolta più in profondità e lentamente si allontana da lui. Appena vede che il Signore opera attraverso un altro uomo scelto, Davide, comincia a nutrire invidia: la Scrittura parla di uno spirito cattivo che si impadronisce di lui, gli fa guardare Davide con sospetto e accende in lui il desiderio di ucciderlo, tutto per l’invidia nata dopo una battaglia, quando le donne dicevano: “Saul ne ha uccisi mille, Davide invece diecimila”.

Quando togliamo spazio al Signore, nella mente si insinuano sospetti e pensieri che ci allontanano dalla sua volontà. Come reagire? Nutrendo il cuore di cose belle. Nella vicenda di Saul è il figlio Gionata ad aiutarlo temporaneamente, parlando bene di Davide e rimettendolo sui binari giusti. In altre pagine, invece, lo spirito cattivo si allontana quando Davide canta i salmi. È importante nutrire mente e cuore di ciò che viene da Dio, evitando di bombardarci di violenza e negatività. Quando i discepoli trovano la barca e danno spazio al Signore, lui può agire, far emergere ciò che non va e liberare le persone dall’oppressione del male.

Auguro a te, come a me, di vivere questa giornata insieme al Signore, nelle attività, nel lavoro, nelle faccende e negli incontri di ogni giorno. Ma ti esorto a trovare un po’ di tempo — non serve trovarne chissà quanto — per dare spazio al Signore, un po’ di silenzio, meno distrazioni.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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