Non uscire dalla barca: fidarsi del Signore nella tempesta
Il Vangelo di oggi ci ricorda che tutte le grazie che il Signore ci dà, tutti i momenti belli che ci fa vivere con lui, sono in realtà una fase preparatoria. Servono a cambiare riva, a rimetterci in cammino, a tornare ad affrontare le nostre giornate e le nostre difficoltà con la sua grazia.
Colpisce una frase in particolare: i discepoli accolgono Gesù sulla barca e lo prendono così com’era. Gesù veniva da giorni di lavoro intenso, aveva insegnato a lungo alla folla, ed era stanco, provato, vero uomo oltre che vero Dio. Questo ci ricorda che il Signore non è venuto a risolvere i nostri problemi con la bacchetta magica. Anzi, spesso sembra proprio addormentarsi, lasciarsi andare, mentre le difficoltà che affrontiamo ci appaiono giganteschi e insormontabili, perché la nostra fede è piccola.
Arriva la tempesta, e i discepoli, invece di restare concentrati su Gesù, si concentrano sulle onde. Gridano: “Non ti importa che moriamo?”. Il Signore si sveglia e li rimprovera, non tanto per averlo svegliato, quanto per la loro mancanza di fede.
Cosa possiamo imparare? Dopo i momenti in cui il Signore ci dona pace o ci fa comprendere qualcosa del Vangelo, torniamo nel mare del mondo e nelle tempeste della vita. Ognuno ha la sua. Lì il seme che ha messo in noi può crescere, anche senza che ce ne accorgiamo, attraverso i sacramenti e la preghiera. Se siamo costanti e corrispondiamo alla sua grazia, la fede matura anche nei momenti di buio, quando non vediamo frutti.
Il Signore ci vuole con una fede più forte, capace di riposare in lui anche quando sembra dormire, sapendo che siamo nelle mani di un Dio onnipotente. Ed è proprio quello che accade nel Vangelo: Gesù sgrida il vento e torna la bonaccia. Lui è più grande di qualsiasi problema possiamo affrontare. Vuole solo che ci fidiamo di lui, anche nella prova, per poi tornare nel mondo, nelle relazioni in cui ci ha messo, a portare la sua luce.
Più facciamo crescere questo rapporto, più il Signore ci aiuta a fidarci di lui, ad amarlo e a portarlo nel mondo. Con la misura con cui misuriamo saremo misurati: più gli diamo confidenza, più potrà manifestarsi a noi.
Se stai attraversando un momento difficile, grida al Signore, ma resta sulla barca: non fissare le onde e non buttarti fuori. Guarda a lui che dorme e chiamalo: ti risponderà che si fida di te e ti vuole bene come nessun altro. La barca è la vita di fede, della Chiesa e dei sacramenti: il luogo scelto dal Signore per stare con noi, anche quando sembra nascondersi.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)