Toccare Gesù con fede, non con le proprie forze
Buona giornata. Oggi vorrei pregare con te con tanta fiducia, seguendo il consiglio che la Madonna dà a Medjugorje: essere preghiera e benedizione per gli altri. Lei stessa conclude sempre i suoi messaggi assicurandoci la sua intercessione, e allora uniamoci anche noi a questa preghiera, intercedendo gli uni per gli altri. L’aiuto della preghiera è indispensabile per andare avanti nella vita spirituale e per sentirsi voluti bene da Dio.
Toccare Gesù con fede
Nel Vangelo di ieri il Signore ci ha insegnato come bisogna andare a lui: con tanta fiducia e con la fede che lui può tutto. Ha risuscitato una bambina e ha guarito una donna che stava male da dodici anni, che ne aveva provate di tutti i colori. Basta che tocchi Gesù, ed è guarita.
Quel toccare va fatto con fede. Gesù era circondato dalla folla, eppure si accorge che è successo qualcosa, che una forza è uscita da lui, e cerca proprio lei, solo lei, in mezzo a tutta quella gente.
È la stessa cosa che devi fare tu quando partecipi alla messa, e che devo fare anch’io: toccare Gesù con fede, lasciarti toccare da lui attraverso quel lembo di mantello che è la Chiesa, che ci permette di entrare nel mistero profondo del Signore. Non basta stare attorno a Gesù, seguirlo un po’, se poi non ci vai con fede, con fiducia vera. Quella donna invece sì. Quando ti accosti all’Eucaristia, sappi che il Signore si volta a guardarti e ti dice: la tua fede ti ha salvato.
Confidare in Dio, non nelle proprie forze
Oggi ci aiuta anche la prima lettura, con Davide. Qualche settimana fa lo avevamo visto affrontare il gigante Golia con armi quasi ridicole, ma nel nome del Signore, tanto da essere deriso proprio per questo. Nella lettura di oggi invece Davide chiede un censimento, e subito dopo si rende conto di aver sbagliato, di aver commesso una mancanza grave verso Dio.
Cosa c’è di male in un censimento? Lo si fa anche oggi. Il punto è lo scopo: capire quanti uomini forti, pronti a combattere, avesse a disposizione. Davide, questa volta, invece di andare a combattere nel nome del Signore come aveva fatto con Golia, cerca la sua bravura, la sua forza. Non cerca più l’aiuto di Dio, confida nelle proprie risorse. E quando se ne accorge, si pente davvero.
Nella lettura tante persone muoiono a causa di una carestia, non perché il Signore voglia punire, ma perché a volte lascia che crolli proprio ciò su cui avevamo riposto la nostra certezza. Probabilmente molte di quelle persone erano proprio tra gli uomini su cui Davide contava per vincere la guerra.
Aperti alla novità di Dio
L’altro particolare importante è nel Vangelo: i familiari di Gesù si scandalizzano di lui. Credevano di conoscerlo bene, lo avevano visto crescere, lavorare, aiutare in casa, e proprio per questo non si aprono alla sua novità. C’è una chiusura nel loro cuore. Gesù torna nella sua patria e trova quella chiusura, un ostacolo al cammino di fede e alla fiducia in lui. Non a caso il Vangelo dice che lì non poteva compiere molti prodigi, solo qualche guarigione a chi si affidava a lui.
Serve tanta fiducia, e soprattutto restare sempre aperti alla novità del Signore, che è sempre nuovo. Mai fossilizzarsi, mai pensare di averlo già capito del tutto.
Un modo semplice per portare questo con te durante la giornata è quella giaculatoria che si ripete spesso nella coroncina della Divina Misericordia, e che si trova nel diario di Santa Faustina, la stessa scritta sotto il quadro: Gesù, confido in te. Voglio confidare solo in te, sapendo che tutti gli aiuti passano da lui, il vero ponte tra cielo e terra.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)