Vai al contenuto
04 apr 2026 · preghiera

La nostra vita è nascosta con Cristo: il senso vero della Pasqua

Buona e santa Pasqua. Dopo il lungo cammino della Quaresima, tempo di silenzio e di preparazione, arriva finalmente il giorno in cui il Signore ci porta a una vita nuova. Che lo Spirito del Risorto scenda su di noi e ci riempia di gioia vera.

Nella messa del mattino di Pasqua si rivolge al Padre una preghiera bellissima: il Figlio unigenito vince la morte e ci apre il passaggio alla vita eterna. È come una prefigurazione di quando Dio, nell’Antico Testamento, aprì le acque del Mar Rosso per condurre il suo popolo verso la terra promessa. La porta è aperta, la via è spalancata. Resta però una piccola parte che tocca a noi: percorrerla davvero.

Voi siete morti, e la vostra vita è nascosta con Cristo

Nella seconda lettura c’è un versetto che colpisce: “Voi infatti siete morti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”. La morte e risurrezione del Signore sono avvenute una volta per sempre, ma noi entriamo gradualmente in questo mistero. Ciò che in noi non va muore con Cristo e, poco a poco, accogliamo la sua vita. Attraverso la liturgia, il Signore lavora in noi con dolcezza.

Tre modi di guardare al sepolcro vuoto

Nel Vangelo alcuni personaggi si recano al sepolcro. Maria di Magdala arriva quando è ancora buio e vede che il corpo non c’è più. Pietro osserva i segni e cerca di capire; il discepolo amato vede gli stessi segni e crede, perché l’amore per il Signore lo apre subito alla fede.

È curioso: in questo brano Gesù non appare mai, non parla. È uno dei pochi episodi del Vangelo in cui è assente. Il senso è che tutto il cammino si gioca sulla fede che noi ci mettiamo.

Una fede più grande: quella di Maria, la madre di Gesù

C’è un personaggio che il Vangelo non nomina in questo racconto, eppure ha la fede più grande di tutti: Maria, la madre di Gesù. I discepoli non avevano ben chiaro che Gesù dovesse risorgere, anche se glielo aveva detto. Lei invece lo conosceva bene, lo aveva sempre ascoltato, e per questo custodiva viva la sua promessa.

Ecco il punto: la fede nasce dall’ascolto, non tanto dal guardare. Vogliamo unirci a lei, alla sua fede e alla sua speranza, e fare un passo avanti: entrare in quel sepolcro portando anche le nostre morti personali e spirituali.

Le piccole morti che il Signore permette

Forse in questa Quaresima hai vissuto un fallimento o non hai mantenuto un impegno preso per migliorare. Sono piccole morti che possono ricordarci una cosa importante: il Signore non ci ama per quanto riusciamo a fare, ma così come siamo, difettosi e imperfetti. Entrare nel sepolcro significa affidargli anche queste morti, perché tutto viva nascosto con lui.

C’è una preghiera bellissima attribuita a Sant’Ignazio di Loyola che dice: “Signore, dentro le tue piaghe nascondici”. Nascondi la nostra vita nella tua vita eterna. Tante cose che ora non capisci, che agli occhi del mondo sembrano un fallimento o una delusione, non hanno l’ultima parola: il senso vero è profondo e nascosto nella vita di Gesù.

Pensare alle cose di lassù

Sempre nella seconda lettura di domenica leggiamo: “Se siete risorti con Cristo, pensate alle cose di lassù”. Non più la corsa a essere il primo, il più bravo, il più efficiente. Fai tutto per il Signore, nell’ottica di questa vita piena ed eterna con lui, che comincia già ora.

Se noi cristiani non crediamo davvero nel mistero della risurrezione, se non entriamo in quel sepolcro come hanno fatto Maria, Pietro e Giovanni, restiamo davanti a un vuoto che si colma solo con i piccoli passi dell’amore di Dio nella nostra vita.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

← Tutte le riflessioni