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08 apr 2026 · preghiera

Il Signore si fa vicino quando il cuore è deluso

Buona e santa giornata. Prego con te con tanta fiducia perché in me e in te non venga meno quel desiderio grande che il Signore ha messo nel cuore di tutti i suoi figli: il desiderio di una vita bella e santa.

Stiamo vivendo la Pasqua anche in questa settimana, come se fosse ancora il giorno stesso della Risurrezione. E il Vangelo di oggi ci aiuta a capirlo bene: comincia proprio raccontando il primo giorno della settimana, riferito a due discepoli che si stavano allontanando dalla comunità, un po’ delusi.

Quel primo giorno della settimana è lo stesso giorno in cui il Signore è risorto, quello che riviviamo ogni domenica. In questo giorno il Signore viene sempre ad aiutarci, a rialzarci, a farci andare avanti.

Questi due discepoli erano delusi e si stavano allontanando. Avevano perso il desiderio innestato nel loro cuore dalla promessa di Gesù: forse l’avevano un po’ dimenticata. Il Vangelo racconta che Gesù li rimprovera, dicendo che sono stati stolti e lenti di cuore nel comprendere le Scritture.

Succede anche a noi, soprattutto nei momenti di prova, forse perché ce ne alimentiamo troppo poco. Ma il Signore ci aiuta, in questi giorni e in questo tempo di Pasqua, ad alimentare il desiderio bello della vita.

Puoi verificare tu stesso se in te questo desiderio c’è ancora: se ci credi, e soprattutto se è un desiderio continuo, perseverante, che magari cresce persino nelle difficoltà. Possono capitarti cose complicate, vicissitudini che spegnerebbero la forza di questo desiderio, eppure in te permane. È un segno che qualcosa ti spinge a credere al di là delle tue sole forze: è il Signore che ti aiuta, in tanti modi.

Il Vangelo di oggi mostra proprio come il Signore si faccia vicino a noi quando intorno è buio pesto, quando ci allontaniamo dalla comunità e col cuore dalla promessa che ci ha fatto, quando discutiamo tra noi di tutto quello che non va e dei nostri fallimenti. Il Signore si avvicina e ascolta con attenzione tutto ciò che abbiamo nel cuore, tutto ciò che tende a spegnere quel desiderio bello che lui stesso ci aveva consegnato.

E poi, a un certo punto, parla lui, senza che ce ne accorgiamo subito: lo capiamo solo dopo. È come se facesse una sorta di apparizione, e poi sparisse, dopo aver messo in noi quel seme che riaccende la fede e la fiducia in lui. E tutto torna normale.

Il Signore fa spesso così, soprattutto infiammando il nostro cuore con la sua parola. Questo avviene in particolare con la predicazione della Chiesa e delle sue membra. Ti sarà capitato più di una volta di avere il cuore inquieto o oscuro, ed entrando in una celebrazione eucaristica, ascoltando la spiegazione di un Vangelo, una sola parola o una sola frase ha colpito il tuo cuore, ti ha dato la risposta che aspettavi, ha parlato proprio alla tua vita. È l’azione del Signore, del suo Santo Spirito.

Così il Signore si fa vicino a noi, che siamo un po’ lenti e duri di cuore a comprendere queste cose, e poco a poco ci parla perché quel seme, quella piccola fiamma che ci ha dato nella fede, non venga meno e non si spenga.

E continua questo lavoro di alimentare i desideri belli e di darci perseveranza soprattutto attraverso la Santa Eucaristia, nutrendoci del suo corpo e del suo sangue. È qualcosa di importantissimo, spiegato in maniera semplice dallo stesso Vangelo, dove Gesù dice: “Se mangiate il mio corpo e bevete il mio sangue, avete in voi la vita”, e poi prosegue: “e io vi risusciterò nell’ultimo giorno.” Nutrirsi bene del corpo del Signore significa questo: credere nella vita eterna, nella vita santa e beata, desiderarla per noi e per chi abbiamo vicino, e sapere che saremo risuscitati.

Prego con te perché il Signore ci dia tanta perseveranza e ci faccia accorgere, come alla fine si sono accorti questi due discepoli, della sua visita. Il Signore ci fa spesso queste visite, magari nel tumulto del cuore. Ti sarà capitato di ricevere il corpo del Signore e sperimentare pace e serenità: anche quelle sono visite del Signore, e sono tanti i modi in cui arrivano.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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