Gesù via, verità e vita: perché fidarsi scioglie il turbamento del cuore
Il Vangelo di oggi ci porta dentro un mistero grande: la comunione che esiste tra Gesù e il Padre. Gesù dice: “Io sono nel Padre e il Padre è in me. Le parole che io vi dico non le dico da me stesso, ma il Padre che rimane in me compie le sue opere.”
Gesù parla e il Padre agisce. Giovanni spiega in cosa consiste quest’opera: “Questa è l’opera di Dio, che crediate in colui che egli ha mandato.” Se conosciamo Gesù è perché il Padre ci attira a lui e ci dà la forza di credere.
Gesù è la via al Padre
Gesù dice di essere l’unica via per andare al Padre. Nella sua persona vediamo il mistero di un amore grande e misericordioso, molto diverso da quel Dio giudice spietato che il maligno, padre della menzogna, vorrebbe farci credere.
È il Padre stesso a portarci a Gesù: ci dona lo Spirito Santo, che ci attira al Figlio e ci aiuta a fidarci di lui e della sua parola.
Non a caso il Vangelo di oggi comincia così: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.” Più il nostro cuore è radicato in quello del Signore, più il turbamento, le paure e le insinuazioni del maligno perdono potere su di noi. Forse è anche per questo che nel mondo c’è così poca pace: manca la fiducia nel Signore, e il turbamento che sentiamo è come un campanello d’allarme.
Il posto che Gesù ci prepara
Gesù dice di andarci a preparare un posto. Ma dov’è questo posto? È lui stesso: il tempio in cui abita l’amore del Padre. E questo amore vive anche nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, il grande tempio che si estende a tutti i credenti. È la comunione tra il Figlio, tutti i figli nel Figlio, e il Padre: una comunione che unisce chi è ancora in cammino sulla terra e chi già contempla la luce di Dio in paradiso.
Questo è il posto che Gesù ci ha procurato con l’incarnazione, la passione, la resurrezione e l’ascensione: l’amore del Padre. Se lo Spirito Santo vive in noi, ci scopriamo figli immensamente amati. Anche quando non ci pensiamo, siamo presenti nel cuore del Padre e nella sua provvidenza.
La parola di Dio non è come le parole umane
Come si ravviva tutto questo in noi? Attraverso la meditazione e la conoscenza del Signore nella Sacra Scrittura. La parola che ci dà Gesù è sorretta dall’opera del Padre, ed è per questo diversa da ogni parola umana.
Una parola di incoraggiamento o un gesto di carità possono farci bene, ma a volte il loro effetto svanisce. La parola di Dio, invece, quando la ascolti, la mediti e qualcuno te la spiega, fa breccia in te con una forza che nessuna parola umana possiede.
Per questo è così importante il servizio della parola nella Chiesa: quando c’è una predicazione bella e profonda, tante persone afflitte o disperate entrano in contatto con la parola di Dio e con chi davvero è il Signore. E cambiano vita, sentendosi amate da questo Dio grande e misericordioso.
Vale la pena pregare perché questo servizio alla parola si ravvivi, accompagnato sempre dalla vita di preghiera: è quella relazione con Dio che dà la forza di annunciare il suo amore a chi ci sta accanto, anche a una sola persona.
Via, verità e vita
Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita.” Non un cammino da seguire meccanicamente, non regole da rispettare per non deragliare, ma una persona, un volto che ti rivela l’amore infinito del Padre.
È la verità su Dio: un Padre buono e misericordioso, non un giudice spietato. Ed è la vita in Dio, in un mondo che tende a spegnerla.
Se sei credente, sei una cosa sola col Signore e col Padre: possa realizzarsi, attraverso la tua vita, la tua preghiera, il bene e il lavoro che fai, che anche una sola persona possa dire di te: “Chi ha visto te ha visto il Padre.”
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)