L'amore infinito del Padre e l'umiltà di accoglierlo
“Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.” In questa frase del Vangelo di oggi c’è racchiusa tutta l’intimità che lega Gesù al Padre, e insieme la missione che il Signore è venuto a compiere per ciascuno di noi.
Qual è questa missione? Certo, salvarci dal male, dal peccato, dalla dannazione eterna. Ma il motivo principale è un altro: rivelare a me, a te, a tutti, questo amore infinito di Dio Padre, una bontà infinita che vuole il nostro bene, il meglio per ognuno di noi. È in questo senso che Gesù è luce venuta nel mondo: porta a tutti la consapevenza di questo amore che il Padre ha per noi. Se sperimentiamo questa luce, siamo davvero cristiani, figli di Dio grazie a Gesù. Se invece questa consapevenza non è ben salda nella nostra vita, possiamo fare tutti gli sforzi che vogliamo, rispettare tutte le regole, impegnarci quanto vogliamo, ma restiamo comunque nelle tenebre.
Gesù ci rivela questa relazione di intimità con il Padre non come un tesoro tenuto per sé, ma come qualcosa che vuole condividere con tutti quelli che lo accolgono. Nel Vangelo di Giovanni si legge: “Io sono nel Padre e il Padre è in me”, a indicare quanto sia profondo questo legame. È un po’ come succede tra due persone che si vogliono molto bene: quando si ama così tanto, si porta l’altro con sé, lo si tiene nel cuore, in un certo senso è dentro di noi.
Per questo il Signore ci chiama oggi all’umiltà: per accogliere Gesù bisogna farsi piccoli e fidarsi di lui. Non a caso Gesù stesso loda il Padre con queste parole: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” Accogliere il Signore è importante proprio perché ci permette di sperimentare questo amore del Padre.
Anni fa lessi il diario di Santa Faustina, che raccontava quanto il maligno insinui nel cuore delle persone, anche di chi crede, l’idea che Dio non sia buono, che sia un giudice spietato. Invece Dio è amore infinito, bontà infinita. Chiediamo insieme la grazia della santa umiltà, perché ci aiuti ad accogliere sempre il Signore e a lasciarci rivelare, poco a poco, questo amore infinito del Padre. Come si fa? Accogliendo il Vangelo: Gesù ci rivela l’amore del Padre prima di tutto con la Sacra Scrittura, poi trasmettendo la sua vita in noi attraverso i sacramenti, perché possiamo diventare davvero figli di Dio, vivere come tali ed essere grati al Padre per tutto, anche per le difficoltà.
La lode che Gesù innalza nel Vangelo di oggi arriva proprio in un momento in cui viene rifiutato, eppure lui risponde lodando il Padre. Che bello sarebbe se anche noi riuscissimo a fare lo stesso nei momenti difficili: ringraziare comunque, come diceva un sacerdote che conosco, perché nel mistero pasquale va bene anche quando va male.
Preghiamo, oltre che per noi stessi, anche per chi ha il cuore chiuso e non riesce a riconoscere la presenza del Signore: un po’ come i capi religiosi del tempo di Gesù, che quando lo sentirono rivelarsi Figlio di Dio lo presero per un bestemmiatore e lo fecero crocifiggere. Fino all’ultimo istante c’è speranza per tutti, e non bisogna mai dubitarne per nessuno. Anche la nostra preghiera può essere preziosa per chi ancora non ha accolto questo amore di Dio.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)