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06 mag 2026 · preghiera

Le potature di Dio: il dolore che fa crescere la fede

Buona giornata. Il Signore ci concede un giorno nuovo, un giorno di grazia, e fin da subito ci chiama a rimanere uniti a lui per portare frutto: frutto vero, frutto gradito a Dio. È questo il senso della nostra vita, scoprire l’amore di Dio, restare in lui attraverso l’amore per Gesù, e riversare quell’amore sul prossimo.

Lo Spirito Santo ci insegna proprio questo: ad amare come il Signore, con una forza che non è la nostra, una forza che rende possibile ciò che altrimenti non lo sarebbe. Gesù nel Vangelo di oggi lo dice chiaramente: “Senza di me non potete fare nulla”. Senza la sua presenza, senza questa relazione viva con lui, non riusciamo davvero a perdonare chi ci ha fatto del male, non riusciamo a perdonare noi stessi per i nostri errori, non riusciamo ad amare come lui ci ama, a dare tutto per il bene degli altri. Senza di lui viviamo nell’inquietudine e nella paura, sentendo che ci manca sempre qualcosa.

Gesù ci ha lasciato la sua pace, ma non è la pace del mondo. La pace del mondo è più che altro psicologica: cercare di evitare problemi e conflitti. La pace che dà il Signore è diversa, più profonda e duratura: nasce dalla relazione con lui e ci accompagna anche nelle situazioni pesanti, rassicurandoci che lui è con noi e che quindi non c’è da temere. Se la tua vita è tribolata ma hai questa pace, puoi andare avanti tranquillo. Se invece ti accorgi che questa pace ti manca, è il momento di correre di nuovo verso il Signore e restare con lui.

Come si resta in lui? Prima di tutto coltivando una relazione personale con lui, una vita di preghiera profonda. E poi restando uniti al suo corpo, alla comunità cristiana, alla Chiesa: non si vive la fede in solitudine.

Il Vangelo di oggi parla della vite, dei tralci e dell’agricoltore che taglia via i tralci che non portano frutto. È l’immagine di una separazione netta da quella vita che viene dal restare uniti al Signore, l’unica che porta frutto abbondante.

Ti propongo allora di fermarti a riconoscere le potature che il Signore ha permesso nella tua vita: momenti dolorosi che, se guardati con sincerità nel tempo, hanno rafforzato la tua fede e la tua comunione con lui. Magari il Signore ha permesso che una relazione si interrompesse per il tuo bene, perché era diventata quasi un idolo che ti sottraeva al rapporto con lui. Oppure ha lasciato che venissero meno certezze su cui basavi la tua vita. Sono potature che, per quanto dolorose, servono perché la tua vita porti più frutto.

L’importante è non ribellarsi. Ribellarsi rende tutto peggiore e rischia di separarti del tutto dalla vite. Meglio riconoscere queste potature, accoglierle e benedire Dio per esse: prove e difficoltà che, vissute così, irrobustiscono la fede e ti trasformano in un vero discepolo, capace di portare frutto per la diffusione del Vangelo e per rendere presente l’amore di Dio tra le persone che conosci.

Oggi è un altro giorno: viviamo questo Vangelo restando uniti al Signore. Lavora, studia, fai tutto unito a lui, per la sua gloria e non per ricevere gloria dagli uomini.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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