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09 mag 2026 · preghiera

Lodare Dio sempre: la forza della fede quando una porta si chiude

Buongiorno. Vorrei pregare insieme a te per vivere bene questa giornata, cominciando da un gesto semplice: ringraziare il buon Dio per tutto quello che ci dona senza che quasi ce ne accorgiamo.

La vita e il tempo che abbiamo non ce li siamo dati da soli: sono doni della sua bontà. Se guardi con attenzione ciò che ti circonda, puoi riconoscere lo stesso amore nello svegliarti al mattino, nelle persone che ti vogliono bene, nel cielo, nel mare, in un bicchiere d’acqua o in un pasto condiviso. Sta a noi riconoscerlo e ringraziare.

Se cominci a fare questo esercizio, imparerai a lodare e ringraziare il buon Dio anche quando permette situazioni complicate e difficili, di cui però non è lui la causa. Lode e ringraziamento sono la medicina per vivere da cristiani. Non a caso il Vangelo di domenica ci invita, con le parole di un salmo, a dare gloria a Dio con la lode e il ringraziamento, e san Paolo, nella lettera ai Tessalonicesi, esorta a essere lieti e a pregare incessantemente, in ogni situazione, perché questa è la volontà di Dio.

Anche la Messa ha questo significato: partecipare all’offerta, al sacrificio e alla risurrezione di Gesù, ringraziando per le gioie e per i pesi della vita, dai quali il Signore sa trarre un bene più grande.

C’è un versetto della Scrittura che ho meditato proprio questa mattina e che aiuta molto in questo esercizio di lode: nessuno di noi vive per se stesso, nessuno muore per se stesso; se viviamo, viviamo per il Signore, se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Nelle nostre piccole morti quotidiane come nelle gioie, apparteniamo sempre a lui, che ci custodisce e ci vuole bene. Questo può davvero cambiare il modo in cui guardiamo le difficoltà, che non mancano mai a nessuno.

C’è però un altro aspetto da conoscere: se cominci a camminare con Dio e a vivere da cristiano, sperimenterai anche delle opposizioni. Il Signore stesso lo dice: siete nel mondo, ma non siete del mondo, perché appartenete a lui. Quando lui è venuto a portare la bella notizia che Dio è amore, ha trovato molte ostilità. È normale, quindi, che accada anche a noi: in quei momenti bisogna rafforzarsi nella fede e perseverare, anche quando sembra inutile o difficile, anche quando ci si sente desolati.

C’è però una distinzione importante da imparare a fare. A volte è lo Spirito Santo stesso a chiuderci una porta, non per punirci, ma perché ha in mente un bene più grande. Nella Scrittura di oggi si racconta di Paolo, fermato dallo Spirito Santo proprio mentre voleva portare il Vangelo in una regione, per essere poi indirizzato altrove, verso un bene che lui stesso non immaginava. Una porta chiusa, per aprirne un’altra migliore.

Come si distingue, allora, l’opposizione dello Spirito di Dio da quella dello spirito del male, o da una semplice nostra debolezza? Bisogna pregare, chiedere luce a Dio e appoggiarsi all’insegnamento della Chiesa. In genere, se fai il bene, lo Spirito Santo ti dà consolazione e ti incoraggia ad andare avanti, mentre lo spirito del male fa l’opposto: turba, angoscia, mette fretta. Certe volte lo Spirito Santo può darti un’inquietudine diversa, che non genera ansia ma ti fa capire che c’è qualcosa da cambiare — ed è significativo che, nell’episodio della Scrittura, questo discernimento sia maturato non nella solitudine ma in comunità. Lo spirito del male, invece, opprime, alimenta pensieri scoraggianti, toglie la pace, cerca ogni scusa per farti desistere e non perseverare.

Per questo vorrei pregare con te perché il Signore ci faccia capire che una porta chiusa non è sempre un disastro. Può sembrarlo — pensa a un desiderio su cui avevi riposto fiducia, a una relazione finita o a un sogno professionale sfumato — ma Dio può permetterlo per aprire una strada migliore. La questione è fidarsi anche quando tutto sembra andare male, sapendo che siamo suoi nelle gioie e nelle piccole o grandi morti spirituali. Invece di lamentarci, possiamo lodare e ringraziare, certi che il Signore saprà trarne un bene più grande.

In questo aiuta molto nutrirsi della Parola di Dio: meno serie televisive, meno pettegolezzi, meno lamentele, che sono spesso armi con cui perdiamo tempo ed energie preziose. Il Signore viene a noi nell’Eucaristia, nella sua parola, nei sacramenti, per trasfondere in noi non solo il suo sangue ma anche il suo modo di pensare. E quel modo di pensare lo si impara proprio nutrendosi ogni giorno della Scrittura, lasciandola scendere nel cuore, fino a poter lodare il Padre come ha fatto Gesù anche quando è stato rifiutato: “Ti lodo e ti ringrazio, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.”

Con la domenica che si avvicina, prepara bene il momento dell’offerta a Dio: non solo un’offerta materiale, ma la tua vita, la settimana, le cose belle e le difficoltà. Sono i tuoi cinque pani e due pesci che, messi nelle mani del Signore, possono portare bene a te e al mondo intero.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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