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27 giu 2026 · preghiera

Riconoscersi bisognosi di Dio: nulla prima del suo amore

Ci facciamo aiutare da questo nuovo tempo che il Signore ci dà da vivere: una nuova domenica, giorno della risurrezione, che ci aiuta a vivere meglio il Vangelo.

Possiamo accostarci a questo mistero riconoscendoci piccoli e distanti dall’amore a cui il Signore ci chiama. Questo non deve scoraggiarci: passo dopo passo, vuole unirci a lui e farci crescere nella carità. Prepararsi alla domenica significa anche riconoscersi bisognosi di Dio.

Se in questi giorni hai letto la liturgia, ti sarà capitato un brano di Vangelo che colpisce molto: molti seguivano Gesù, ma tra tutta quella folla solo un lebbroso si accosta a lui e gli chiede pietà e misericordia. Il Signore si avvicina, lo tocca e lo guarisce. Tra tanta gente che seguiva Gesù, o credeva di seguirlo, solo quel poveretto si riconosce bisognoso — e viene liberato da un male che lo teneva distante da Dio. Solo lui può risanare quella distanza.

Non anteporre nulla al suo amore

Nel Vangelo di domenica troviamo parole forti, che potrebbero persino scandalizzare: chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non porta la sua croce e non mi segue non è degno di me.

Il Signore non ci chiede di non voler bene ai genitori o ai figli, ma di non anteporre nulla al suo amore. Vuole avere il primato su ogni persona e su tutto il resto. Non perché gli altri affetti siano sbagliati, ma perché senza quel primato il nostro amore non corrisponde al suo, che è arrivato fino al dono della vita.

Il Vangelo prosegue: chi vuole salvare la propria vita la perderà; chi la perde a causa del Vangelo la troverà. Chiediamo al Signore di rafforzarci nella carità. San Benedetto, nella sua Regola, lo diceva così: “Nulla anteporre all’amore di Cristo.” Un amore da riversare poi nel prossimo.

Accogliere chi ci porta il Signore

Gesù chiama anche ad accoglierlo, non in modo astratto ma concreto. Nel Vangelo dice: chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Se hai accolto qualcuno innamorato di Dio, qualcuno che ha cercato di portarti a lui, hai accolto anche il Signore stesso — e devi esserne felice, ed esercitarti a farlo sempre. È un modo con cui ami Dio e non anteponi nulla a niente, anche quando queste persone non sono perfette e hanno i loro difetti: nella fede, in loro stai comunque accogliendo il Signore.

È importante saper accogliere il Signore nei suoi apostoli, in tutti gli uomini e le donne che in un modo o nell’altro ce lo portano. Anche un piccolo gesto verso di loro è come farlo a lui.

Prego per te, prega anche tu per me. Il Signore ci dia grazie nuove per vivere questa domenica e tutta la settimana con la forza dello Spirito Santo.

Come vivere il Vangelo, un passo alla volta

Un modo concreto per cominciare è farsi aiutare dalla Parola di Dio: leggerla con attenzione e con amore, perché è il modo principale con cui il Signore vuole parlarti. Meglio se lo fai in chiesa, davanti al tabernacolo, in silenzio.

Leggi e rileggi il brano che mediti la domenica, o in un altro giorno della settimana. Cerca prima di capire il significato più oggettivo, cosa l’autore ha voluto dire in quel tempo. Poi rileggi ancora e vedi cosa ti colpisce di più: fermati lì, perché in quel punto il Signore vuole parlare alla tua vita, mettere in luce qualcosa, farti capire una grazia ricevuta o magari qualcosa che non va.

A quel punto puoi rispondere con una preghiera tua: ringrazia il Signore per quello che ti ha fatto capire, chiedigli di aiutarti a migliorare, ad accoglierlo sempre meglio anche nel prossimo a cui ti manda. E se sei in chiesa, guarda il tabernacolo e contemplalo: è lì che c’è colui che ti ha parlato.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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