Custodire il seme della Parola per non farsela rubare
Si avvicina una nuova domenica, un nuovo tempo di grazia: un tempo in cui il cuore di Dio resta aperto e paziente ad accoglierci nella sua misericordia, nonostante le nostre fragilità.
Ci facciamo aiutare da un versetto e da una premura che la Madonna ripete spesso a Medjugorje: coltivare la lettura della Sacra Scrittura, accogliere la parola di Dio come un cibo spirituale necessario, da seminare nel cuore e da custodire. Lei per prima ha accolto quella parola con fede e fiducia, e ha saputo custodirla nel tempo, proteggendo quel seme anche in mezzo a difficoltà e tribolazioni.
Il nostro cuore è un campo esteso in cui il Signore semina continuamente, in tanti modi diversi, la sua parola e la sua presenza. Ma spesso, per ignoranza, per superficialità o perché ci lasciamo distrarre, lasciamo quel campo incustodito. Non approfondiamo il significato di ciò che il Signore ci vuole dire, e così ci facciamo rubare quei tesori dal maligno, come degli sciocchi.
Il Vangelo di domenica ha un versetto che spiega bene questo rischio, comune a tutti: “Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore”. Il maligno è chiamato menzognero, ma potremmo chiamarlo anche ladro: ha la capacità di rubarci il seme della parola di Dio e delle sue promesse proprio quando non lo comprendiamo fino in fondo.
Il Signore semina soprattutto attraverso la predicazione della Chiesa, degli apostoli, di chiunque ci parli di Gesù. Sono semi che possono diventare fecondi nel tempo, se in noi scatta un processo che li fa maturare e li protegge. Questo significa approfondire ciò che abbiamo ricevuto: è la parte che tocca a noi, come installare un antifurto nel cuore, che ci avvisa quando il nemico vuole derubarci.
Può bastare un versetto della Sacra Scrittura da meditare, da pregare, da ricordare, chiedendosi cosa dice oggettivamente quel brano, cosa voleva dire l’autore, cosa voleva dire il Signore attraverso di lui. In questo può aiutare molto la predicazione della Chiesa, che ha già colto il significato principale del testo. Ma poi scatta un altro passo, personale: chiederci cosa il Signore vuole dire proprio a noi, in quel versetto. Magari ci accorgiamo di essere stati negligenti, di aver custodito poco i tesori che il Signore ha messo nel nostro cuore, di esserceli lasciati rubare vivendo nell’ignoranza delle cose di Dio. Ed è lì che possiamo dire: Signore, perdonami, aiutami a ricominciare e a migliorare.
È importante custodire per non essere derubati, e chiedere sempre al Signore che la sua semina in noi sia feconda, perché, come dice la Scrittura, se il Signore non ci parla siamo come chi cade nella fossa. Per fortuna oggi ci sono tanti modi in cui il Signore semina: la predicazione della Chiesa, degli Apostoli, del Papa - da prendere molto a cuore - ma anche chi ci parla del Signore, chi ci spiega le cose, chi mette in noi il desiderio di camminare da soli e di diventare capaci, a nostra volta, di aiutare gli altri.
Oggi è anche la festa di San Benedetto, patrono d’Europa: ci facciamo aiutare da lui perché prenda sotto la sua protezione e intercessione la nostra vita, e ci insegni a sviluppare una virtù fondamentale nella vita spirituale: l’equilibrio. Una vita equilibrata è una vita in cui il tempo è ben distribuito su tre pilastri, tutti e tre forti e saldi - se ne manca uno, tutto l’edificio rischia di crollare.
Il primo pilastro è la preghiera: tempi di preghiera nel corso della giornata, e una preghiera fatta bene, non superficiale. Il secondo è il pane: il pane eucaristico, il nutrimento della parola di Dio, i sacramenti della Chiesa, che rafforzano l’anima e la aiutano ad andare avanti in un mondo spesso ostile e distante da ciò che il Signore insegna. Il terzo pilastro, altrettanto importante, è la vita fraterna: coltivare amicizie cristiane, senza disprezzare le altre, perché sono le amicizie più spirituali a rendere presente il Signore in mezzo a noi, vivendo il comandamento «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi». Non servono tante amicizie di questo tipo, ne bastano poche, purché autentiche: capaci di dare l’amore che il Signore mette nel cuore, e di riceverlo a nostra volta dagli altri.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)