Il cuore come terreno da lasciare lavorare da Dio
Il Vangelo di questa domenica racconta quanta fatica faccia il Signore a seminare nel nostro cuore. Vengono messe in mostra tutte le difficoltà che incontra per permettere alla nostra terra di portare frutto. Eppure il Vangelo è così potente che riesce a trarre del bene anche nelle situazioni più contrarie.
Nella Sacra Scrittura c’è un versetto che dice: “La fede viene dall’ascolto, e l’ascolto è la parola di Dio.” Se qualcuno si mette in ascolto della parola di Dio, con il tempo e con pazienza, anche se in apparenza sembra un fallimento totale, quell’ascolto produce fede.
In questo può aiutarci molto Maria, il terreno più fertile e più bello, definita da alcuni santi come il paradiso, il luogo dove Gesù ha voluto nascere. San Luigi Maria Grignion de Montfort insegna che una vera devozione a Maria non è una devozione superficiale, ma un fare tutto insieme a lei, con lei e per lei. Questo santo la definisce come lo stampo che Gesù usa per formare i veri cristiani. Per essere veri cristiani dobbiamo essere molto uniti a Maria, perché è lei che sa plasmare il nostro terreno, un terreno spesso duro, sporco, pieno di spine e di rovi. Restando uniti a lei, ne assimiliamo la santità che viene da Dio e ci lasciamo imprimere in quella forma che Gesù stesso ha scelto per incarnarsi.
Maria ci aiuta innanzitutto a scoprire il nostro terreno per quello che è: un terreno sgangherato, che ha bisogno di cura e di attenzione. E quando questa verità entra in noi, comincia a nascere l’umiltà, che è anche tanta verità. Se già riconosci le difficoltà del tuo cuore ad accogliere la parola di Gesù, una buona parte del lavoro è già fatta, perché non sei più nell’incoscienza.
C’è un’immagine simile anche nella seconda lettura della liturgia di domenica, dove si racconta di come tutta la creazione gema a causa della caduta dell’uomo. Anche noi, anche i nostri cuori, siamo parte di questa creazione che geme: nel corso della vita, invece di lasciare spazio al Signore e alla sua parola, spesso abbiamo costruito in maniera abusiva edifici, palazzi, cose megalomani. Abbiamo cementificato e rovinato quella creazione originale che doveva abitare il nostro cuore. Ma con la grazia della domenica, con la grazia della resurrezione di Gesù e con l’aiuto dell’umiltà infinita di Maria, il Signore vuole abbattere questa confusione, questi grattacieli di orgoglio e vanità che gli impediscono di operare nella nostra vita. La creazione geme, dice la Scrittura, ma attende la rivelazione dei figli di Dio: quando il Signore sarà pienamente presente nei nostri cuori, come già lo è in Maria e nei santi, allora la terra sarà davvero bella, e anche la nostra comunione con Dio sarà molto meno imperfetta.
Il Vangelo di questa domenica comincia con Gesù che lascia la sua casa per andare verso il mare. In questo lasciare la casa possiamo vedere il mistero dell’incarnazione: Gesù lascia il cuore del Padre per venire in mezzo a noi, davanti a quel mare che nell’antichità aveva il significato del pericolo e del male. Gesù si siede, parla alle folle, semina la sua parola. Il Signore ci parla sempre, e questa parola vuole aprire in noi una relazione: alla parola tu devi rispondere.
Il Vangelo dice anche che Gesù parlava in parabole, non era diretto con tutti: era come se confezionasse un regalo con dentro un tesoro grande, senza dire subito cosa contenesse, aspettando la tua libertà e la tua curiosità, per aprire una relazione profonda con te. Questi semi il Signore li manda nel cuore di tutti, e aspetta che ciascuno apra il regalo, apra un dialogo con lui, per diventare sempre più amici.
C’è infine un pensiero per tutti quei cuori che ricevono in qualche modo la parola di Dio ma non riescono a comprenderla, magari perché non c’è nessuno che gliela insegna. Sant’Annibale Maria Di Francia, all’inizio del suo ministero, incontrò un povero cieco e gli chiese se conoscesse le cose di Dio. Quel poveretto rispose: “Come faccio a conoscerle se non c’è nessuno che me le spiega?” Da quell’incontro padre Annibale si prese cura di lui e di tanti altri. Preghiamo perché ci siano sempre tanti apostoli nel mondo, anche nella tua vita, capaci di insegnare agli altri le cose di Dio con umiltà e rispetto per il loro bene.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)