Il tesoro nascosto: la sapienza di riconoscere ciò che conta davvero
Buona giornata. Prego con te per arrivare bene, pronti, alla domenica che sta arrivando.
Ringraziamo il Signore per questa settimana e per gli aiuti ricevuti. La domenica scorsa ci ha ricordato di non lasciarci scandalizzare dal male presente nel mondo e in noi: c’è anche tanto bene seminato da Dio. Il nostro compito è riconoscerlo e scegliere il Signore.
Il dono della sapienza
La liturgia di questa domenica ci aiuta proprio in questo. Nella prima lettura un personaggio chiede al buon Dio non ricchezze o successo, ma sapienza: la capacità di discernere il bene dal male, di scegliere ciò che è più gradito a Dio e di operare con giustizia, per il proprio bene e per quello delle persone affidate. “Concedi al tuo servo un cuore docile, che sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia discernere il bene dal male.”
Quante volte chiediamo cose che sembrano buone, ma servono solo a noi. Vale la pena fermarsi, riconoscere la poca sapienza nel domandare ciò che conta e chiedere perdono. A chi gli ha chiesto sapienza, il Signore l’ha donata insieme a tutto il resto.
Il tesoro nascosto nel campo
Nel Vangelo di domenica, Gesù parla ancora in parabole. Paragona il regno di Dio a un tesoro nascosto in un campo, che un uomo trova quasi per caso e per il quale vende tutto ciò che ha, pur di comprare quel campo.
Questo tesoro è il Signore stesso, è la verità del Vangelo. E questo ci insegna una cosa importante: la felicità piena della nostra vita non va cercata chissà dove, lontano da noi. Ce l’abbiamo già dentro, nell’impronta di Dio che porta ogni uomo e ogni donna nel cuore.
Eppure quell’uomo deve vendere tutto per diventare padrone del campo. Non si tratta di beni materiali, ma di ciò che ci impedisce di essere liberi e apprezzare il tesoro. Nel cuore ci sono zizzanie che soffocano il bene seminato da Dio: dobbiamo distinguere il bene dal male, e il bene migliore da quello minore, liberandoci di ciò che appesantisce.
La perla preziosa
C’è poi un’altra parabola, quella della perla preziosa, che racconta la stessa verità da un altro punto di vista: quello di chi cerca la felicità fuori di sé, in tanti luoghi, in tante persone, in tante situazioni. Alla fine, però, tutto questo, paragonato alla gioia che può dare solo il Signore, vale poco. C’è un falsario nel mondo, il demonio, che propone cose apparentemente belle ma che con la vera felicità non c’entrano nulla.
Leggendo le parabole “al contrario”, scopriamo che il primo a cercarci è stato il Signore. Ha lasciato il cuore del Padre e ci ha acquistati a caro prezzo, con il suo sangue e la sua vita. Ti cerca, ti ha trovato e ti attende: ora aspetta che tu lo accolga. Sei prezioso perché ti vuole bene, nonostante tutto.
Portare la verità agli altri
Una volta accolto il Signore, si diventa suoi discepoli, e con questo arriva anche una missione: portare la verità che abbiamo ricevuto agli altri, con sapienza, sapendo discernere cosa dire e come dirlo, ma anche con coraggio e carità.
Il Vangelo parla poi del regno di Dio come di una rete che pesca ogni genere di pesci, buoni e cattivi. Il Signore, attraverso di noi e attraverso la Chiesa, vuole raccogliere tutti. A noi tocca riconoscere il bene dal male, ma non spetta a noi il giudizio finale: quello appartiene solo a Dio. Il nostro compito è seminare l’amore di Dio nel mondo, per i buoni e per i cattivi.
Tanti sbagli nascono dall’incapacità di riconoscere ciò che ci spinge ad agire: orgoglio, vanità, ricerca di potere o di stima. Chiediamo la sapienza di distinguere il bene dal male senza scoraggiarci quando quest’ultimo emerge anche in noi. Il bene seminato da Dio resta il tesoro da custodire.
Cercare prima il regno di Dio
Se sei stato “pescato” fuori dal marasma del mondo, ora tocca a te cooperare con il Signore per la salvezza di tutti. Le cose più pratiche vengono dopo: prima di tutto va cercato il regno di Dio, e il resto sarà dato in abbondanza.
Dio spesso sceglie pochi per la salvezza di molti: pensiamo agli apostoli, pochi, ma attraverso i quali la grazia si è estesa a tantissimi. Anche tu puoi intercedere per la tua famiglia e per i luoghi che frequenti. Si racconta che la Madonna, a Fatima, abbia detto che tante anime si perdono perché non c’è chi prega per loro. Se nella tua famiglia c’è già chi prega, è una grazia grande; se sei tu a farlo, è un motivo per essere fiero della tua vita, perché attraverso di te il Signore vuole salvare tanti. L’importante è perseverare, perché se ci si ferma si torna indietro.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)