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05 ago 2026 · preghiera

Il discernimento del cuore: riconoscere il bene dal male

Prego oggi con un’intenzione precisa: crescere nella capacità di riconoscere il bene dal male, con tutte le sue sfumature. Perché tante volte, dietro beni apparenti — sfumature grigie che si avvicinano al bianco — non c’è davvero il bene migliore che potremmo scegliere.

C’è una preghiera della Sacra Scrittura che esprime bene questa intenzione: “Concedi al tuo servo un cuore docile, che sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia discernere il bene dal male.” Per crescere in questa capacità ci facciamo aiutare dalla Madonna, che meditava tutto nel suo cuore e aveva una vita interiore grandissima: lei ci aiuta a scoprire cosa ci muove davvero, cosa c’è dietro le intenzioni che ci spingono ad agire. Perché tante volte, anche se un gesto sembra bello all’esterno, il pensiero o la parola che lo muove è un’illusione: non è fatta per amore, ma è un po’ sporca di egoismo, di desiderio di essere apprezzati, di vanità.

L’articolo si apre con l’invocazione alla Madonna con la Salve Regina.

Come cominciare a conoscersi di più

Ecco qualche consiglio semplice per imparare a riconoscere cosa si muove dentro di noi, sviluppando una vita di preghiera fatta più di silenzio e di ascolto che di formule.

Un po’ di silenzio. Nel corso della settimana, prova a ritagliarti una mezz’oretta e dividila così: comincia con 5 o 10 minuti in silenzio. Non pensare a niente — anche se ti viene di pregare per qualcuno o ti viene in mente una preoccupazione, torna semplicemente alla presenza di Dio. Serve ad acquietare un po’ la mente, spesso disturbata da tutto quello che succede nella giornata. Dopo un po’ di silenzio, osserva cosa nasce nel cuore.

Un breve esame di coscienza. Non per cercarti una colpa da espiare, ma per imparare a riconoscere, nel corso della giornata, cosa ti ha portato pace e cosa invece inquietudine. Magari hai ricevuto la comunione e dopo hai sentito un grande sollievo, oppure hai parlato con una persona che ti ha lasciato un senso di pace, o hai fatto bene qualcosa al lavoro e ti è rimasta una sensazione di soddisfazione. Imparare a riconoscere questi momenti, meditarli e ringraziare il buon Dio che ce li fa vedere — perché spesso siamo un po’ ciechi davanti a questo. Allo stesso modo, osserva anche cosa ti ha lasciato inquietudine: una discussione, uno stare con qualcuno che non ti ha fatto bene. Con il tempo, se fai attenzione, vedrai che questi modi si ripetono nella tua vita, e il cuore si allena ad ascoltare — imparando a distinguere, a volte, anche dietro una pace apparente e superficiale, quando in realtà non è la pace che vuole darti il Signore, ma qualcosa di più umano, che passa.

La lettura della Sacra Scrittura. Leggi il Vangelo del giorno, o anche quello della domenica appena trascorsa — o della domenica che arriva, se la settimana è appena cominciata. Provati a immaginarti nella scena: vedi in chi ti puoi identificare di più, e cosa dice quella scena alla tua vita. È un dialogo tu per tu con il Signore, come un amico che parla a un amico.

Rendere grazie. Uno dei problemi più grandi che abbiamo per natura è l’incapacità di rendere grazie: ci concentriamo subito e troppo su ciò che manca, su ciò che non va in noi o, peggio, negli altri. Bisogna invece partire da ciò che abbiamo, da ciò che riceviamo, senza togliere nulla ai bisogni reali che restano — ma partendo prima dal bene che già c’è.

L’articolo si chiude con un momento di preghiera di ringraziamento al Signore per la vita e per il tempo che ci dona ogni giorno.

Buona giornata.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY 2026-08-05” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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